...Quando insorgono delle incertezze di ordine gerarchico possono generarsi forme di aggressività.
Spesso questo stato di “confusione” si sviluppa fra cani giovani, simili per taglia ed età, come nel suo caso. I due cuccioli possono convivere in tutta tranquillità sino al momento in cui raggiungono contemporaneamente la maturità sociale: se entrambi cercano il predominio sull’altro, è facile che si giunga allo scontro.
Ogni occasione potrà allora essere motivo di sfida: una semplice postura di superiorità, il possesso di un osso o l’accesso al cibo potranno scatenare l’aggressività.
Se i cani vivessero da soli, sicuramente la questione si risolverebbe in modo naturale, con la prevalenza dell’uno sull’altro. Molto spesso però i proprietari, involontariamente, con il loro comportamento rendono più confusa la condizione gerarchica.
Il loro troppo umano senso di giustizia infatti li porta a punire ed emarginare il cane prevalente che sembra provocare i conflitti. Così facendo non tengono però presente che l’ordine sociale naturale del cane è rappresentato dalla gerarchia: punendo il cane “forte”, incoraggiano il sottomesso a mettere in discussione i ruoli, creando le condizioni per ulteriori e più violenti scontri.
Mettiamo i puntini sulle i
ll proprietario dovrà favorire la creazione di una chiara gerarchia fra i cani. Innanzi tutto occorrerà evitare ogni situazione di possibile conflitto fino a quando non si sia stabilito un rapporto chiaro fra i cani e fra questi e il proprietario. Occorre quindi individuare tutte quelle situazioni che precedentemente hanno provocato l’aggressività ed eliminare gli oggetti che creano competizione o possessività, come ossa, giocattoli, cuscini e altro. Allo stesso modo vanno evitate tutte le situazioni che generano eccitazione. Se queste si verificano, ciò dovrà avvenire fuori casa, lontano cioè dal loro rifugio, ove più facilmente si possono avere contrasti per motivi gerarchici.
Favoritismi
In secondo luogo occorrerà rinforzare la dominanza del cane “forte” (quello cioè che si ritiene sia in grado di mantenere la leadership), dimostrando in modo chiaro la nostra preferenza nei suoi confronti.
Sarà questo a mangiare per primo, a ricevere più attenzioni dal padrone, ad entrare in casa per primo e ad uscire da solo con il padrone. In caso di conflitto, sarà il subordinato ad essere rimproverato.
Tutto ciò turba il nostro senso di giustizia, ma è l’unico metodo per non dover allontanare dalla nostra casa uno dei cani.
Sarà comunque opportuno esercitare un maggior controllo sui cani, soprattutto nei momenti più critici, come in occasione dei pasti, che dovranno essere gestiti in modo da evitare conflitti, tenendo comunque presente che al cane cui viene imposto il ruolo subordinato approfitterà di ogni situazione di debolezza del cane dominante, come ad esempio uno stato di disagio fisico, per risalire la scala gerarchica.
ALDO VIOLET
Educatore e Rieducatore Cinofilo APNEC