La cagna generalmente avverte con un ringhio, a meno che i cuccioli non vengano toccati: solo in questo caso può passare a vie di fatto. In alcuni casi, però, queste manifestazioni divengono abnormi anche in assenza di una reale minaccia: al ringhio, che può anche mancare, segue il tentativo di morso, la pizzicata o il morso vero e proprio. La cagna non esita ad attaccare con estrema violenza il malcapitato che osa avvicinarsi alla cucciolata, trascinando nell’azione persino i cuccioli attaccati ai capezzoli. In alcuni casi sono gli stessi padroni a divenirne vittime.
Questa forma di aggressività va giudicata con molta tolleranza, sia perché, come ho detto, anche se abnorme, è un meccanismo di difesa del tutto naturale, sia perché la cagna è influenzata da modificazioni ormonali che ne provocano un’eccessiva reattività, destinata ad esaurirsi nel momento in cui il ciclo ormonale si ristabilizza.
Sarà bene, quindi, di evitare ogni comportamento che possa provocare la reazione della cagna, che occorre pertanto lasciare tranquilla con la sua cucciolata, cercando, al massimo, di farla spostare dalla cuccia offrendole bocconcini e parlandole dolcemente per farla rilassare.
Se è possibile applicarle il guinzaglio, è opportuno allontanarla dai cuccioli per almeno una passeggiata giornaliera, sia per consentirle di fare un po’ di moto, sia per permettere di effettuare le normali pulizie.
Come vede non è un grosso problema e tutto si risolverà nel giro di poco tempo. Può accadere che la cagna, nei parti successivi, divenga meno protettiva, tanto da consentire ai proprietari di avvicinarsi alla cucciolata.
ALDO VIOLET
Educatore e Rieducatore Cinofilo APNEC