|
 a cura di ALESSIO ARBUATTI 
Ciao Alessio, Ho sentito che in Asia utilizzano degii estratti vegetali per tropicalizzare l’acqua e diminuire il rischio di malattie batteriche, è vero? Se si quale pianta è utilizzata e, soprattutto, possiamo acquistarla anche in Italia? Saluti, Lara da Modena
Ciao Lara, si vi sono numerose piante che hanno potere acidificante, una tra queste è la Terminali catappa, o mandorlo indiano In realtà è un grande albero le cui foglie vengono precedentemente essiccate e poi poste nel filtro (1 ogni 60/70 ) litri al fine di diminuire il pH della vasca. In realtà l’efficacia nell’abbassare il pH dipende anche dalla durezza dell’acqua, ma è indubbia anche un’altra capacità di tale vegetale. Infatti da studi condotti, si è visto che ha una forte attività antibatterica e favorisce la cicatrizzazione delle ferite evitando la contaminazione di queste in acqua. Da noi l’albero può essere anche coltivato, è presente in alcuni orti e giardini botanici, ma le foglie possono essere comunemente acquistate via internet o nei negozi specializzati in acquariologia. Saluti Alessio.
Ciao Alessio, ho un acquario di Poeclidi, ed in genere vario molto la loro alimentazione. Purtroppo ho anche notato che quando somministro il Chironomus ho delle reazioni cutanee strane e degli arrossamenti, è un caso? Marcello, Barletta
Ciao Marcello, in effetti, se la sequenza è quella che hai descritto, sembra che tu soffra di allergia, o comunque ipersensibilità, ai Chironomus. Non sarebbe una novità acquariofila, in quanto ho sentito negli anni diverse persone che sono sensibili al Chironomus quando lo utilizzando anche semplicemente per alimentare dei pesci in acquario. Nel tuo caso, non essendo medico umano, non posso sbilanciarmi, ti consiglio di recarti da un allergologo e far presente questa serie di eventi e soprattutto la tempistica con la quale appaiono queste manifestazioni. Saluti Alessio
Ciao Alessio, come è possibile fare una diagnosi di una malattia batterica in un pesce d’acquario? Salvo, Trapani.
Ciao Salvo, innanzitutto si può far una diagnosi clinica che consiste nella valutazione dei segni clinici dell’animale vivo, colpito dalla malattia. Purtroppo molte forme batteriche danno, in vivo, una sintomatologia simile e non sono facilmente differenziabili ad occhio, anche perché spesso, più specie batteriche possono trovarsi contemporaneamente sulla stessa lesione. L’animale morto invece può essere sottoposto ad una valutazione necroscopica (si disseziona il pesce); una istologica, valutando l’aspetto dei tessuti ed una microbiologica che consiste nella messa in coltura di campioni prelevati dall’animale. Questi vengono messi su piastre batteriche e si va a valutare,dopo un certo periodo, la tipologia di batteri cresciuti aiutandosi anche con appositi tests biochimici e/o molecolari. Saluti Alessio.
Gentile Alessio, ci sono rischi di contrarre la salmonellosi attraverso l’acqua dell’acquario? Jennifer, Monza.
Ciao Jennifer, in realtà il rischio salmonellosi non è ancora ben studiato in ambito acquario logico, vi sono però un paio di lavori pubblicati su apposite riviste scientifiche riguardanti la presenza di salmonella in acquario. In un sono stati intervistate 56 persone che erano state infettate da Salmonella paratyphi di tipo 1 ed hanno riscontrato che il 60% dei soggetti colpiti aveva avuto contatto diretto con pesci d’acquario o acquari (negozi o privati), prima di contrarre l’infezione. Questo dato andrà sicuramente approfondito da altri studi epidemiologici e sulla patogenesi e via di trasmissione della malattia. Una corretta attenzione cura ed igiene personale, specialmente dopo aver fatto manutenzione in acquario, è sempre raccomandabile, in quanto l’acquario è un vero e proprio ecosistema non solo di specie ittiche e vegetali, ma anche batteriche che, a volte, possono causare problemi all’acquariofilo.
Ciao Alessio, come posso combattere quei fiocchi bianchi che ogni tanto appaiono sui miei pesci? E’ una malattia grave? A pesto Simona.
Ciao Simona, dalla tua descrizione penso che alcuni dei tuoi pesci siano stati affetti da saprolegniasi, una patologia provocata da un fungo normalmente presente in acqua dolce, la saprolegnia che può esso stesso può diventare un agente patogeno secondario. Questo vuol dire che, di per se, la saprolegnia non causa malattia, ma, in presenza principalmente di lesioni cutanee, spesso causate da batteri, attecchisce sul corpo del pesce dove forma la tipica lesione fioccosa bianca. I trattamenti più comuni sono a base di blu di metilene, verde malachite, griseofulvina. In commercio vi sono diversi prodotti efficaci, altrimenti puoi consultare i principali libri sulle patologia dei pesci d’acquario dove troverai i dosaggi delle singole sostanze sopra-citate. Saluti, Alessio.
Ciao Alessio, mi è capitato di vedere un pesce della famiglia dei caracidi del quale ho poche informazioni, Ara lungo 3-4 cm ed aveva una lunga banda nera sotto ed un colore giallastro nella parte superiore del corpo. Puoi darmi qualche informazione? Laura, Matera
Ciao Laura, ci sono veramente decine di specie di Caracidi in commercio, ma probabilmente quello che hai avuto modo di vedere era un Nematobrycon palmeri, un bellissimo pesce proveniente dalla Colombia, che raggiunge al massimo i 4-5 cm e che popola le acque dolci sudamericane. Purtroppo non è conosciuto come i suoi cugini “più colorati” i pesci “neon “ e “cardinale”, ma senza dubbio è una specie che merita attenzione. Come gli altri Caracidi, va mantenuto in branchi, ti consiglio una decina di esemplari , dedicando solo per loro circa 90 litri netti d’acqua. Un aspetto caratteristico è il dimorfismo sessuale, infatti i maschi hanno le pinne caudali con alcuni filamenti a punta; questi possono mostrare una certa territorialità nei confronti degli altri soggetti della stessa specie. La riproduzione in cattività è possibile, le uova vengono deposte dalle femmine e subito fecondate. Gli avannotti vanno allevati separatamente ed alimentati con naupli di Artemia salina e cibi completi per pesci neonati. Saluti, Alessio
Ciao Alessio, vivo in un piccolo appartamento e vorrei acquistare un acquario, ci sono degli aspetti che devo tenere presente prima di metterlo in funzione? Valentina
Ciao Valentina, innanzitutto la posizione dell’acquario deve essere tale che possa ricevere la luce solare diretta per evitare potenziali problemi legati all’eccessiva eliminazione (alghe); inoltre è preferibile una zona tranquilla, con poco rumore e lontano da eccessive fonti luminose o di calore. Fai attenzione anche alla grandezza della vasca poiché vasche eccessivamente voluminose, una volta riempite d’acqua, possono raggiungere un peso notevole di centinaia di chili. Questo potrebbe causare lesioni al pavimento specie se la tua abitazione non è al piano terra. Ricorda di appoggiare la vasca su un mobile robusto o di acquistare uno di quei modelli fatti dalle stesse marche costruttrici d’acquari che hanno il vantaggio di essere appositamente omologati per reggere il peso della vasca. Sarà necessario aver vicino una presa elettrica alla quale potrai collegare una ciabatta per inserire le varie spine (termostato, pompa, luci), in maniera tale da poterle gestire, qualora necessario singolarmente, con apparecchi quali il timer-luci. Saluti Alessio.
Ciao Alessio, è normale che la mia Hygrophila faccia le radici dal fusto e restano sospese in acqua? Devo potarla? Saluti, Andrea
Ciao Andrea, non ti preoccupare, è normalissimo; le piante del genere Hygrophila fanno radici aeree cioè, a partire dal fusto, di dipartono e restano beanti in aria.In natura tali radici facilitano un maggiore ancoraggio della pianta su nuove superfici da colonizzare. In acquario, capisco che a volte non si esteticamente piacevole vedere questi filamenti bianchi che si propagano dalla pianta. Alcuni consigliano di tagliarle, io ti consiglio di potare laddove vedi nuovi germogli nascere dal fusto principale e tagliare le radici aeree solo se creano un intricato groviglio o se ti piegano la pianta poiché si sono ancorate ad un nuovo substrato, buona giornata, a presto. Alessio
Ciao, ci sono pesci che compiono la loro intera vita solo in un anno? Marta
Ciao Marta, si, molti ecosistemi naturali sono molto selettivi nei confronti dei pesci, quindi vi può essere una forte pressione predatoria come avviane nei poecilidi, che però, compensano ciò con la loro grande capacità riproduttiva, ma non solo. Anche molti pesci Come I caracidi sudamericani spesso vivono solo una stagione e muoiono nelle pozze che restano isolate, quando, finita la stagione delle inondazion, le acque nelle foretse allagate rientrano lentamente nei letti dei fiumi originali. I Killifish, sono pesci, che spesso vivono in condizioni estreme e depongono le uova che si schiudono l’anno successivo nella terra prima che le piccole pozze d’acqua che li ospitano stagionalmente si prosciugano, ed il ciclo di nascita e morte si ripete l’anno successivo.
Salve, dovrò assentarmi da casa per un periodo di 15 giorni circa, ho un acquario di 150 litri con piccoli Caracidi. Che precauzioni mi consigliate di avere per non trovare danni al mio ritorno? Annalaura
Ciao Annalaura, ti consiglio innanzitutto di fare un cambio d’acqua di circa il 30% un paio di giorni prima di partire. Inoltre logicamente avrai bisogno di un timer luci. Il suo utilizzo è semplicissimo, lo puoi acquistare in qualsiasi negozio di bricolage, basta impostare sulla sua ghiera rotante l’orario di accensione e spegnimento e collegarlo alla ciabatta dell’acquario. Logicamente sul timer inserirai la presa delle luci dell’acquario. Il problema “cibo” lo puoi risolvere in due modi. Il primo consiste nell’utilizzo di alimenti sottoforma di pasticche (es. i modelli “week”) che si attaccano al vetro e rilasciano cibo per circa una settimana (la quantità di pasticche dipende dal numero dei pesci e dalla capacità dell’acquario); oppure mediante l’utilizzo di una mangiatoia automatica a batterie che potrai porre nell’apposito vano, oppure facendo una piccola apertura sul coperchio. Saluti, Alessio
Ciao a tutti, mi è capitato di vedere in un negozio dei bellissimi Brachidanio rosa, sono una nuova varietà? Potete darmi informazioni a riguardo? Mattia
Ciao Mattia, il Brachidanio rerio è uno dei pesci senza dubbio più diffusi in acquariofilia e spesso è molto utilizzato anche nella ricerca scientifica. I soggetti con livrea simile a quelli selvatica hanno una colorazione a strisce orizzontali bluastre e parte delle pinne di color giallo. I soggetti che hai visto sono senza dubbio stati iniettati con coloranti artificiali, una tecnica purtroppo ancora permessa dalle leggi e molto diffusa negli allevamento asiatici. Numerose specie sono iniettate artificialmente con coloranti alimentari. Spesso questi pesci mostrano livree con colorazioni fosforescenti; invito tutti a non acquistare questi pesci in quanto subiscono, al momento delle iniezioni, delle manipolazioni molto stressanti ed inutili. Inoltre la maggior parte dei soggetti muore in breve tempo. Tale tecnica favorisce la comparsa di infezioni virali è non è etologicamente corretta per gli animali stessi. Da non sottovalutare l’aspetto umanitario, in quanto molto spesso queste operazioni, nei paesi d’origine sono fatte da ragazzi molto giovani o bambini. Saluti Alessio
Ciao a tutti, come si coltivano quelle piante a forma di palla che ogni tanto si vedono nei negozi? Grazie in anticipo, Mario.
Ciao Mario, probabilmente ti riferisci ad Aegagropila linnaei, spesso nota come Cladophora aegagropila, in acquariofilia semplicemente come “Cladophora” o “marimo” dal nome comune giapponese. Questa alga verde pluricellulare, originariamente scoperta in Austria e successivamente in numerose nazioni europee ed extraeuropee. Questa alga è composta da fusti pluricellulari che si dispongono radialmente dandole la tipica forma a mo’ di palla. In natura, sfruttando proprio la sua conformazione, viene periodicamente mossa dai flutti che consentono l’esposizione alla luce a tutti i fusti permettendo la continuazione della crescita uniforme “a palla. La coltivazione non presenta problemi, la Cladophora si adatta a molte condizioni, puoi tenerla anche in laghetto da primavera ad autunno. Non ha particolari esigenze d’illuminazione, io le coltivo in piena luce, utilizzando una semplice fertilizzazione liquida settimanale ed anidride carbonica, ma ricorda che la crescita è comunque molto lenta, pochi mm ogni anno. Ricorda che la Cladophora può fungere da substrato per le alghe infestanti ed inoltre, per mantenere la caratteristica forma sferica, dovrai rigirarla periodicamente. A presto, Alessio
Ciao Alessio, potresti darmi qualche informazione su quei prodotti che si aggiungono in acqua al momento dei cambi parziali in acquario? Saluti, Sonia
Ciao Sonia, quei prodotti sono chiamati biocondizionatori e sono molto utili in acquario. Questi sono prodotti liquidi che uniscono due aspetti fondamentali in riferimento al benessere dei pesci; infatti da un lato bloccano le sostanze nocive provenienti dall’acquedotto, dall’altro arricchiscono l’acqua di oligoelementi essenziali. In commercio ci sono almeno 10 aziende produttrici di biocondizionatori più o meno reperibili. Le principali caratteristiche di tali prodotti sono: Bloccare i metalli pesanti tra i quali il Rame (Cu) ed il Piombo (Pb) agenti di avvelenamenti acuti o cronici. Apportare Le vitamine del gruppo B necessarie per il corretto sviluppo e funzionalità di coenzimi, una carenza (B1) porta alla manifestazione di una sindrome neurologica grave anche nei pesci. Fornire il Magnesio (Mg), tra l’altro importante cofattore di enzimi coinvolti nel metabolismo dei carboidrati e nella sintesi proteica. Essere arricchito in Iodio che nei pesci può essere assorbito per via alimentare o mediante le branchie. L’acqua dolce è generalmente povera di iodio. Proteggere importanti organi quali le mucose branchiali e l’epidermide Non influenzare il pH dell’acquario e avere un buon margine di sicurezza in caso di sovradosaggio. La scelta della marca sta a te in base anche al costo ed al dosaggio. Non confonderti perchè con il termine generico “biocondizionatori” sono indicati anche prodotti più specifici come liquidi a base di torba per pesci provenienti da acque acidi e prodotti utilizzabili per il trattamento delle più comuni patologie in acquario. A presto, Alessio
Ciao ragazzi, quanto può essere pericolosa la puntura di un pesce scorpione, come quelli che vengono venduti nei negozi? Ciao Luigi.
Ciao Luigi, penso che ti riferisci allo Pterois volitans, che è noto con molti nomi comuni tra i quali quello di pesce scorpione. La puntura può avere effetti estremamente variabili che dipendono dalle condizioni della persona colpita e dall’età del pesce in questione. In letteratura sono riportati anche casi mortali, anche se per fortuna non sono comuni. Va detto che la vendita di tale pesce può mettere a grave rischio gli acquariofili, specialmente quelli che non conoscono bene l’etologia della specie. Infatti molte persone vengono punte dai raggi della pinna dorsale perchè alimentano il pesce con le mani direttamente in acquario, manovra vivamente sconsigliabile. In genere i sintoni possono essere locali ma anche sistemici di diversa gravità, fino a nausea ed al collasso cardiocircolatorio nei casi estremi, a presto Alessio
Ciao, l’altro giorno nella fase di montaggio della mia vasca ho avuto problemi di perdita d’acqua da un tubo connettore. Il tubo corrugato in questione (precedentemente tagliato), che porta da un lato l’acqua in vasca nonostante entri correttamente, dal lato opposto, nel manicotto del filtro uv, non riesce ad occludere completamente il diametro del raccordo, cosa mi consigliate? Matteo
Ciao Matteo, spero che tu non abbia fatto partire la vasca poiché a quest’ora avresti al casa allagata.. scherzi a parte, prima di riempire nuovamente la vasca usa del teflon intorno al tubo corrugato prima di inserirlo nel connettore del filtro uv, oppure utilizza del silicone per acquari facendo ben attenzione a non lasciar spazi vuoti.Attendi 24 ore la polimerizzazione e vedrai che il problema sarà risolto, buon montaggio, Alessio
Gentilissima Redazione, ho allestito una vasca da poco tempo, in alcune zone sono comparse piccole macchiette marroni che formano un apatina che viene via facilmente con le mani, ma si riformano in breve tempo? Devo preoccuparmi? Ho controllato i parametri chimici ma non risultano modificati, Danilo.
Ciao Danilo, non avendo le foto non posso darti la certezza, però visto che la vasca è nuova e dalla tua descrizione, penso che quella patina marroncina sia data da diatomee, piccole alghe unicellulari. Queste non sono pericolose per gli abitanti della vasca, in genere si formano a causa della presenza di alte quantità di silicati in acqua. Per combatterle, qualora non regrediscano da sole, puoi usare acqua osmotica ricostituita con sali o introdurre lumache ornamentali quali Neritina sp.o Ampullaria sp. o pesci che si nutrono di alghe. Saluti Alessio.
Ciao Alessio, mi consigli un filtro esterno o interno per una vasca da 200 litri d’acqua dolce tropicale. Saluti Mariangela
Ciao Mariangela, per molto tempo ho avuto filtri interni nelle mie vasche, ma devo dire che il filtro esterno ha molti vantaggi, poichè puoi isolarlo dal sistema mediante appositi rubinetti di stop, è dotato di un filtraggio meccanico biologico e chimico ed è spesso ben dimensionato in rapporto alle necessità della vasca. Inoltre ha una manualità più facile, anche in termine di spazio disponibile, evitando di muovere le mani nei pochi centimetri del vano filtri interno.Vi sono diversi filtri esterni, tutti di ottime marche, che possono essere scelti in base al litraggio dell’acquario a differenza dei vani dei filtri esterni che sono spesso sottodimensionati. A presto, Alessio
Ciao ragazzi, quanto può essere pericolosa la puntura di un pesce scorpione, come quelli che vengono venduti nei negozi? Luigi
Ciao Luigi, penso che ti riferisci allo Pterois volitans, che è noto con molti nomi comuni tra i quali quello di pesce scorpione. La puntura può avere effetti estremamente variabili che dipendono dalle condizioni della persona colpita e dall’età del pesce in questione. Sono stati riportati anche casi mortali, anche se per fortuna non sono comuni. Va detto che la vendita di tale pesce può mettere a grave rischio gli acquariofili, specialmente quelli che non conoscono bene l’etologia della specie. Infatti molte persone vengono punte dai raggi posti sulla pinna dorsale, perchè alimentano il pesce con le mani direttamente in acquario, manovra vivamente sconsigliabile. In genere i sintoni possono essere locali ma anche sistemici di diversa gravità, fino a nausea ed al collasso cardiocircolatorio nei casi estremi. A presto Alessio
Ciao Alessio, è giusto somministrare preparati vitaminici ai pesci? In negozio ne ho visti diversi tipi, quale mi consigli? Giuseppina
Ciao Giuseppina, ci sono numerosi prodotti in commercio, quasi tutti di ottima qualità. L’uso di integratori alimentari è richiesto in particolari condizioni; ad esempio, nelle stagioni riproduttive, oppure nelle batterie dove vengono mantenuti troppi soggetti, oppure possono essere usati dall’acquariofilo come integratori qualora si faccia un uso importante di cibo surgelato o di mangimi di dubbia qualità al fine di assecondare le esigenze fisiologiche degli animali. Saluti Alessio.
Ciao a tutti, il cibo congelato può essere sempre usato per tutti i pesci? È buono come quello secco? Matteo
Il cibo surgelato ha innanzitutto un problema di tipo sanitario, cioè non va interrotta la catena del freddo. Gli organismi usati per la preparazione sono diversi, Artemia salina, Chironomus, larve di zanzara, Daphnia ed altri ancora. Tutti questi vengono confezionati in blister spesso porzionati al momento stesso della loro cattura in allevamento e trattati immediatamente a bassissime temperature per permettere il mantenimento delle caratteristiche organolettiche. A questo punto può sorgere il problema, poiché il prodotto va mantenuto a temperatura di congelamento durante tutto il percorso che va dal produttore al negozio. Purtroppo a volte non è cosi. Tale aspetto è importante perché qualora il cibo si scongelasse, inizierebbe l’attivita batterica che non potrebbe essere fermata nemmeno da un successivo ricongelamento. Tale apspetto vale anche nel percorso negozio casa o qualora il prodotto, a casa venga lasciato per molto tempo a scongelare all’aria. A presto Alessio
Ciao a tutta la redazione della rivista “La Ciotola”, ogni quanto devo cambiare le luci neon del mio acquario da 120 litri? Matteo
Ciao Matteo, le luci devono essere regolarmente sostituite ogni 6/8 mesi in quanto diminuisce la loro capacità di emettere raggi alla corretta lunghezza d’onda ed in quantità sufficiente, infatti la luce è fondamentale per la crescita delle piante e non solo per i pesci nelle gestioni delle fasi giorno e notte. Avrai visto che esistono infatti neon per piante, che permettono di effettuare la fotosintesi clorofilliana.
Ciao Alessio, come posso combattere le lumache infestanti in acquario, sono invaso!! Mattia
Ciao Mattia, sono dell’idea che la miglior cura si prevenirle. Le lumache infestanti possono essere di diverse specie e vengono spesso introdotte con le piante acquistate in negozio. È un buon comportamento sciacquare delicatamente le foglie con acqua tiepida prima di immettere le piante in acquario; ma capisco che spesso è quasi impossibile non avere questi molluschi in vasca. Non penso che i trattamenti in commercio siano la soluzione efficace se non in casi estremi; penso piuttosto che la cosa migliore sia limitarle meccanicamente quando sono in eccesso e tenere sotto controllo il numero mediante una gestione più accurata dei cambi d’acqua (in base ai valori di nirtarti, fosfati e nitriti...) e del cibo. Infatti spesso gestendo in maniera meno “sprecona” il cibo, si toglie il supporto nutrivio e tali animali diminuiscono automaticamente. Questo è un segnale che in vasca la situazione è sotto controllo e non ci sono eccessi di composti azotati. Saluti Alessio
Ciao Alessio, è vero che lo Storione è in via d’estinzione? Mattia, Ferrara
Ciao Mattia, si purtroppo questo antichissimo pesce osseo è in via d’estinzione in numerose parti del mondo. Pensa che la sola richiesta di caviale proveniente da paesi quali l’Iran ha comportato la scomparsa di migliaia di esemplari. Anche a casa nostra la situazione non è delle migliori. Lo storione dell’adriatico (Acipenser naccarii) ha subito un gravissimi declino, è scomparso da molti corsi d’acqua dolce, foci e tratti di mare. Sono in corso fortunatamente dei progetti di reintroduzione. Saluti Alessio
Ciao Alessio, possono essere reintrodotti in natura gli animali dei delfinari? Monica, Matera
Ciao Monica, purtroppo la reintroduzione in natura degli animali nati e cresciuti in cattività è sempre problematica, ciò vale anche per i mammiferi ospitati nei delfinari, poiché non sono capaci a procacciarsi il cibo da soli, non conoscono i propri predatori marini naturali ed il lungo contatto con l’uomo li ha resi dipendenti da esso. Comunque in molti delfinari vengono condotti numerosi studi sul comportamento, sull’utilizzo del sonar e sulla cognizione che ci permettono di ottenere numerose informazioni utilizzabili per meglio comprendere la vita e i bisogni dei soggetti liberi. A presto, Alessio
|