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la prima parte del racconto a puntate!

 

 

...Il romanzo di Zora...

 

Tutti i cani discendono dal lupo. L'ho imparato a venticinque anni, all'università.

Ma il lupo da cosa discende?

Questo non lo so ancora, o forse l'ho letto e l'ho già dimenticato. Una catena immaginaria lanciata così, attraverso il tempo, attraverso generazioni e generazioni di creature, canidi, tutti un po' diversi l'uno dall'altro, e tuttavia tutti quanti sempre più simili a qualcosa di noto. Secolo dopo secolo, sempre più vicini a noi. Sempre più addomesticati. Tutti i cani discendono dal lupo. La Zora era dentro un piccolo fienile, nel quale l'allevatore aveva costruito dei canili con gli ingressi fatti di rete di metallo. C'era una bella penombra e si stava bene, laggiù. Fuori faceva caldo. La Zora, dicevo, quando sentì aprire la porta, restò ritta su tutte e quattro le zampe, in silenzio, nella semioscurità. Potevo indovinare i movimenti impercettibili del tartufo umido, i muscoli tesi.

Ci studiava. Con quelle orecchie spiegate come vele, mi pareva un grosso pipistrello, più che un cane da pastore. L'allevatore voleva a tutti i costi che la toccassi, che capissi quanto era bella. Così aprì la gabbia e la portò fuori, alla luce del sole.

 

(continua...)

 

...Facciamo amicizia...


La Zora percorre il recinto che delimita la tenuta, io al centro lei lungo i lati, come se non esistessi, mi osserva a tratti, si ferma senza quasi toccar terra, passa oltre. Tutti i cani discendono dal lupo. Ma tu? Cosa avrai mai visto, in quelle due stagioni di vita che porti addosso, nel pelo folto, le zanne come mandorle, gli occhi di nocciola, in mezzo a quattro mura e cinque fratelli, sulla paglia o sulla segatura. Ti sei attaccata alle mammelle, hai morso, giocato, poi forse ti sei addormentata e adesso per te il giardino è una foresta e la gente una masnada strana che non sai come trattare.


Fidati di me, Zora, lascia che ti porti via, ti farò vedere le cose che non sai e staremo sempre insieme.

Ero decisa a farmi scegliere dal mio futuro cane, i cani hanno simpatie e antipatie come gli uomini; allora non ero ancora vegetariana, mangiare e comprare altre creature non mi sembrava strano, ma già sapevo che un animale è più felice se sente l'odore di uno piuttosto che di un altro. Piano mi accuccio e divento piccolissima. Le distanze d'improvviso si annullano, la Zora capisce e mi viene incontro. Timidamente, lentamente si fa coraggio, ha i muscoli tesi, lo sento. E mi rendo conto di essere vicina al momento in cui lei farà la sua scelta. Le vigne profumano le colline intorno, l'aria è fresca, ma non importa. La Zora si allunga. Una donnola, una volpe, un gatto: riesce a essere tante cose insieme, e tutto ciò che è si protende verso di me, le mie mani, i capelli, i vestiti.


È cauta, annusa appena, basterebbe un gesto, un solo gesto per allontanarla per sempre.

E per un attimo il mondo si congela, nemmeno respiro. Poi le orecchie si muovono appena, la coda, che prima portava quasi nascosta, viene fuori in un saluto trepido e gioioso. La Zora mi lecca una guancia: è nata una nuova amicizia.

 

 

 (continua...)