15 dicembre, 2018
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La cataratta nel cane: cause e cure

La cataratta nel cane: cause e cure

Per cataratta si intende l’opacamento del cristallino. Risultano più frequentemente colpiti i cani.

Il cristallino è la lente dell’occhio a forma di una grossa lenticchia, posto subito dietro all’iride (la parte colorata dell’occhio) e, in condizioni normali, è completamente trasparente.

Il cristallino presenta una parte più superficiale, la capsula, ed una parte interna artificialmente distinguibile in nucleo, la zona centrale, e poli, le aree periferiche.

Esistono diversi tipi di cataratta. Prendendo in considerazione la sede dell’opacamento possiamo distinguere:

  • cataratta capsulare – interessano la parte più superficiale;
  • cataratta della lente – distinte in totali (l’intera lente è colpita) o parziali (l’affezione interessa solo una parte della lente – ad es. il nucleo o uno dei poli);
  • cataratta che interessano totalmente il cristallino (cataratta capsulo-lenticolare).

Più significativa è la classificazione basata sulle cause determinanti:

Cataratta evolutiva

La cataratta evolutiva tende a svilupparsi distinta in congenita e giovanile. Per questo motivo, nel programma di selezione, in caso non fosse possibile definirne una diversa causa (traumatica, infettiva) deve essere sempre considerata ereditaria.

Cataratta degenerativa

La cataratta degenerativa è dovuta a cause che inducono una modificazione strutturale del cristallino e possono essere di diverso motivo:

  1. senile;
  2. discrasica (a causa ad es. del diabete);
  3. traumatica;
  4. tossico-infettiva (es. cimurro);
  5. complicata (come cofattore di altre affezioni oculari); cataratta secondaria (che segue altre affezioni).

Non insolita è la presenza di cataratta con concomitante degenerazione retinica.

Di solito l’evoluzione è lenta, nel caso di traumi però lo sviluppo può essere molto rapido.

Nelle cataratte degenerative, ad evoluzione lenta, possiamo distinguere diverse fasi evolutive:

  • cataratta iniziale – di solito è colpita la parte centrale del cristallino, il fondo dell’occhio è visibile (quindi la retina è stimolata) e si ha solo una diminuzione della capacità visiva;
  • cataratta intumescente – il processo porta a degenerazione anche le parti più superficiali del cristallino che aumenta di dimensioni (la vista risulta decisamente ridotta, il fondo dell’occhio e appena visibile e non se ne distinguono i particolari);
  • cataratta matura – il cristallino è completamente bianco (il fondo dell’occhio non è più visibile e quindi si ha cecità, ciò nonostante è sorprendente come alcuni soggetti riescano a muoversi in un ambiente che conoscono in totale tranquillità, senza però lanciarsi in folli corse);
  • cataratta ipermatura – il nucleo del cristallino si collassa mentre la restante parte diviene una massa gelatinosa, il fondo dell’occhio torna visibile ed il soggetto riacquista una certa capacita’ visiva (seconda visione).

Esiste una terapia medica che dovrebbe rallentare lo sviluppo della cataratta; con qualche dubbio sulla reale efficacia.

Con la terapia chirurgica si agisce asportando il cristallino nella fase di “cataratta matura”.

Bisogna valutare molto attentamente non solo lo stato generale del soggetto da operare (età, presenza di altre affezioni, eventuale atrofia retinica, ecc. ) ma soprattutto il carattere che ha il cane.

I soggetti irrequieti possono andare incontro a complicanze anche molto gravi in particolare perché tendono in ogni modo a strofinarsi l’occhio operato.

L’intervento è quindi da prendere in considerazione solo per i soggetti estremamente tranquilli.

Redazione Francesca Lori

Francesca Lori
Amante degli animali dalla nascita, mi prendo cura dei loro diritti e benessere. Appassionata di cani con una lunga esperienza di Copywriter per PetFamilyNews.it

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