23 ottobre, 2018
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Come funziona il collare GPS per cani

Come funziona il collare GPS per cani

Il collare GPS è, nel tempo, diventato di uso comune e sempre più persone decidono di acquistarne uno per controllare a distanza il proprio cane

Il collare GPS nasce da un’esigenza ben precisa: quella di avere sempre sotto controllo gli spostamenti del cane mentre si cammina in un bosco o durante una battuta di caccia.

Originariamente il collare conteneva un localizzatore satellitare che veniva gestito da una trasmittente per mezzo della quale i cacciatori potevano controllare in tempo reale gli spostamenti dei cani che correvano liberi all’interno del bosco.

Questi strumenti in verità avevano un’utilità ancora maggiore, permettendo ai padroni di poter raggiungere il proprio compagno peloso ovunque esso si trovasse nel caso in cui per un incidente, o nel caso che fosse stato caricato da un altro animale, fosse impossibilitato a tornare indietro da solo.

Un sistema ideato ad hoc per proteggere la salute del cane e soccorrerlo nel caso in cui si fosse fatto male o fosse stato ferito.

Poi con l’arrivo degli smartphone e dei tablet, nonché delle SIM con traffico dati (spesso addirittura con offerte flat a costi altamente concorrenziali) l’utilizzo dei localizzatori GPS si è andato un po’ a perdere per dare invece spazio all’inventiva dei tanti produttori che hanno messo in commercio dei collari leggeri e poco ingombranti che possono essere comodamente gestiti dal cellulare.

Ecco che anche famose compagnie telefoniche hanno iniziato a produrre degli ottimi prodotti che permettono addirittura di disegnare un recinto virtuale e appena il cane lo oltrepassa un allert avverte il proprietario che l’animale si è allontanato dalla distanza di sicurezza.

I prezzi dei collari GPS attualmente in commercio spaziano dalle poche decine di euro alle centinaia come possiamo leggere in questa tabella riepilogativa con le marche e modelli dei migliori collari GPS per cani pubblicati sul sito miglioriprodottipercani.it

Questi prezzi così diversi sono dovuti non solo alle funzioni incorporate nel singolo dispositivo, ma dal dispositivo stesso. Quelli più sofisticati sono resistenti all’acqua, alle abrasioni e agli urti, nonché hanno una autonomia di molte ore e qualcuno anche di settimane.

Ben si capisce come il dispositivo debba essere sempre accesso per connettersi alle celle telefoniche più vicine così da geolocalizzare con assoluta precisione la zona in cui si trova il nostro compagno a quattro zampe.

I collari più economici altro non sono che dei comuni collari ai quali vengono legati o direttamente fissati dei “sensori” che trasmettano un segnale al telefonino. Questi sistemi di geolocalizzazione più semplici non prevendo l’alloggiamento per una SIM e quindi trasmettono una serie di dati solo ed unicamente in un raggio di azione limitato.

Questo vuol dire che funzionano all’inverso dei collari più costosi, perché tracciano la posizione entro un determinato limite di spazio che intercorre tra la base e il sensore. Se il raggio di azione, ad esempio, è di 20 metri dalla base vorrà dire che se noi con il nostro cellulare ci spostiamo di 10 metri da una parte e il cane inizia a camminare per 15 metri in senso opposto, dopo pochi secondi non potremmo più localizzarlo.

Dall’altro canto è anche vero che al superamento della distanza massima consentita sullo smarphone abilitato al tracciamento arriverà un segnale acustico o direttamente un sms che avviserà dell’allontanamento. Questi strumenti più economici sono indicati per chi non vuole mai perdere di vista il proprio cane all’interno di uno spazio circoscritto ma soprattutto chiuso.

Ecco perché sono indicati per quei cani che stanno molto in giardino o nel prato di casa, al sicuro e protetti da un vero recinto, così, se per sbaglio il cancello rimane aperto o viene chiuso male, appena il peloso lo supera a noi suona il telefonino e uscendo subito di casa possiamo “recuperare” il cane prima che inizi a girovagare tra le strade limitrofe.

Al contrario se non abbiamo uno spazio recintato i collari GPS di fascia più elevata permettono di creare, come dicevamo, un recinto virtuale entro il quale il cane si può muovere liberamente.

Questo recinto virtuale può essere anche di qualche centinaio di metri e permettere all’animale di allontanarsi da casa anche per tratti abbastanza lunghi. I collari con localizzatori più sofisticati hanno, invece, ancora più funzioni come ad esempio quella importantissima di poter geolocalizzare il cane ovunque sia in tutto il territorio italiano.

Un vero e proprio antifurto satellitare che ci dirà in tempo reale dove si trova l’animale indicandoci anche lo stato di salute. Alcuni collari sono dei veri e propri indicatori di dati che ci dicono se ha mangiato, quante calorie ha consumato durante il giorno e quanto ha camminato.

Un po’ come i cardiofrequenzimetri che utilizziamo in palestra o quando facciamo sport all’aria aperta. E come un cardiofrequenzimetro che si rispetti anche tali collari devono essere schermati, onde evitare che vengano rilevati dati di un altro in funzione vicino al nostro.

Insomma la scelta in commercio è ampia e per tutte le tasche, andando a coprire un’offerta quasi illimitata non solo sul piano economico ma anche in funzione delle singole necessità, con un unico comune denominatore … avere sempre sotto controllo la salute e la posizione nella quale si trova il nostro amato cane.

Redazione Francesca Lori

Francesca Lori
Amante degli animali dalla nascita, mi prendo cura dei loro diritti e benessere. Appassionata di cani con una lunga esperienza di Copywriter per PetFamilyNews.it

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